Delibera del 30/05/17 n.6: requisiti del Responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del DM 120/2014

Con la delibera in esame, adottata dal Comitato nazionale in attuazione dell’articolo 12 comma 5 del decreto 3 giugno 2014, n.120, che gli affida il compito di stabilire l’esatta  determinazione  e il concorso dei requisiti del RT, trova piena operatività, a far data dal 16 ottobre 2017, la disciplina regolamentare suindicata.

Viene così portata a compimento la riforma di questa centrale figura, nel contesto della più ampia riforma dell’Albo avviata il 7 settembre 2014 con l’entrata in vigore del nuovo regolamento Albo, riscrivendo, modificandole radicalmente, le modalità attraverso le quali, questa figura che concorre a formare il requisito di idoneità tecnica richiesto alle imprese che si iscrivono all’Albo gestori ambientali, può conseguire l’idoneità professionale.

Partendo dall’articolo 12, comma 4, del DM.120/2014, che stabilisce che i requisiti del RT consistono in:

a)     Idonei titoli di studio;

b)    Esperienza maturata in settori di attività per i quali è richiesta l’iscrizione;

c)     Idoneità della formazione di cui all’articolo 13 del DM 120/2014.

la delibera in commento, che si articola in 4 articoli 3 allegati,stabilisce i nuovi requisiti del RT sia per quanto attiene ai titoli di studio che all’esperienza.    

Dal raffronto tra la previgente normativa (articolo 4 della deliberazione n.3 del 16 luglio 1999) e quella vigente, a far data dal 16 ottobre 2017 (articolo 1, comma 2, della deliberazione n.6 del 30 maggio 2017)   l’esperienza del RT può essere dimostrata con modalità analoghe alla pregressa normativa ( comma 2 lett.a,b,) ma con due elementi di novità che si aggiungono a queste ultime  ovvero come dipendente dell’impresa che abbia svolto attività di affiancamento del responsabile tecnico ( comma 2 lett.d) attraverso una dichiarazione congiunta dell’interessato, del legale rappresentante e del responsabile tecnico in carica, utilizzando il modello contenuto nell’allegato B della deliberazione suindicata, e come funzionario oltre che come dirigente  tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si richiede l’iscrizione (art.2, lett.c).

A partire dal 16 ottobre 2017  il nuovo regime  prevede la necessità del superamento della verifica iniziale  che per le classi più basse, ovvero classe F per le categorie del trasporto (cat.1,4,5,) e per quella dell’intermediazione (cat.8) e la classe E per le categorie delle bonifiche (9 e 10) non prevede più, come in passato, la necessità dell’esperienza; elemento quest’ultimo che soprattutto per le categorie delle bonifiche ha creato in passato non pochi problemi alle imprese che trovavano difficoltà a

reperire sul mercato figure professionali che avessero, oltre al titolo di studio, anche anni di esperienza nello specifico settore di attività.

Ciò rappresenta  certamente un momento di rottura con il passato laddove il Comitato nazionale ha probabilmente fatte proprie le sollecitazioni provenienti dal tessuto imprenditoriale  affinché tali ulteriori modalità di dimostrazione dell’esperienza venisse aggiunta tra quelle già previste dalla disciplina pregressa.  

Quanto sopra per la dimostrazione del requisito  dell’esperienza  va letto di pari passo con quanto stabilito dallo stesso articolo 1 della delibera n.6, che rimanda all’allegato A della medesima, per quanto attiene alla dimostrazione del  requisito del titolo di studio individuato per ciascuna categoria e classe di iscrizione.

A tal riguardo va innanzitutto  sottolineato che ai sensi dell’articolo 26, comma 4 del DM 120/2014 (disposizioni transitorie e finali)  fino all’emanazione delle disposizioni di competenza del Comitato nazionale, restano valide ed efficaci le disposizioni adottate dallo stesso organo alla data di entrata in vigore del decreto medesimo; pertanto per i requisiti professionali del RT, anche  alla luce delle ultime delibere, restano valide le disposizioni della deliberazione n.3/1999 per i corsi di formazione ivi disciplinati che potranno continuare ad essere  svolti fino al 16 ottobre 2017 data di   della deliberazione n.6 del 30 maggio 2017.

 Da una attenta analisi dell’allegato A alla delibera si ricava che per poter accedere alle verifiche è necessario il possesso del solo titolo di studio di secondo grado cioè non è più necessario, come nel previgente regime, essere in possesso di titoli universitari i quali vengono ora considerati utili, se sussistono, solo per ridurre gli anni di esperienza rispetto a chi è in possesso della sola verifica come requisito minimo di accesso.

Mentre per le categoria del trasporto (cat.1,4,5) il possesso del titolo universitario non viene previsto, nelle altre categorie vengono mantenuti e più precisamente  per le categorie delle bonifiche (cat.9 e 10) sono previsti titoli universitari specifici come nel previgente regime mentre, per la categoria 8 (intermediazione), vengono previsti titoli universitari di qualsiasi indirizzo di studio e non più, come in passato, ad indirizzo scientifico che, proprio per la genericità del termine, aveva portato ad applicazioni disomogenee sul territorio nazionale lasciando alle Sezioni  l’interpretazione dello stesso.   

L’articolo 2 disciplina le verifiche di idoneità del responsabile tecnico: i quiz oggetto delle verifiche che saranno somministrati ai candidati verranno estratti da un date base di circa 5.000 quiz che saranno pubblicati e periodicamente aggiornati.

L’idoneità conseguita  mediante verifica iniziale ha una validità di cinque anni dal momento del superamento della verifica stessa e l’aggiornamento può essere sostenuto a decorrere da un anno prima della scadenza del quinquennio di validità.

In caso di mancato superamento della verifica, la stessa, per il medesimo modulo, può essere sostenuta decorsi almeno 60 giorni dalla comunicazione dell’esito negativo.

   E’ disensato dalle verifiche ,sia iniziali che periodiche, il legale rappresentante delle imprese che abbia ricoperto e ricopra contemporaneamente anche il ruolo di responsabile tecnico e che, al momento della presentazione della domanda, abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione per almeno venti anni.

Eventuali interruzioni del periodo considerato possono essere uguali o inferiori al venti per cento di detto periodo ma non sono consentite nell’ultimo anno di attività.

L’esonero dalla verifica iniziale ma non da quella periodica è previsto solo per coloro che alla data di entrata in vigore della delibera citata ricoprano già l’incarico di responsabile tecnico di impresa iscritta all’Albo (articolo 3 disposizioni transitorie e finali) laddove si precisa che il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti

alla data del 16 ottobre 2017 può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio per i prossimi cinque anni.

I responsabili tecnici che operano in regime transitorio possono assumere ulteriori incarichi per altre imprese iscritte o che intendono iscriversi purchè nella stessa categoria, stessa classe o classe inferiore, senza adempiere all’obbligo delle nuove disposizioni e cioè senza  sottoporsi alla verifica iniziale mentre dovranno sostenere la prima verifica quinquennale di aggiornamento a far data del 2 gennaio 2021 oppure nel caso vogliamo assumere l’ incarico di RT per categorie e classi diverse da quelle per cui già esercitano il ruolo.

A sostegno della linea adottata lo stesso articolo 3  della delibera n.6 precisa, inoltre, che entro il 16 ottobre 2017, data di entrata in vigore della stessa, le eventuali istanze di nomina di responsabili tecnici devono essere istruite e deliberate dalle Sezioni regionali e provinciali ai sensi delle previgenti disposizioni.

   Per coloro che invece non potranno godere del regime di favore previsto dalle disposizioni transitorie e che pertanto intendono per la prima volta assumere il ruolo di responsabile tecnico scatta dal 16 ottobre 2017 l’obbligo di sottoporsi alla verifica iniziale quale indispensabile  requisito professionale per assumere l’incarico.  

L’esame si articola su quattro moduli così come declinati nell’allegato C della deliberazione n.6 del 30 maggio 2017, di cui uno comune e pertanto obbligatorio per tutte le categorie di iscrizione  ed altri quattro specialistici di cui uno per il trasporto (cat.1,4,5), uno per l’intermediazione (cat.8), uno per la bonifica dei beni contenenti amianto (cat.10),  ed uno per la bonifica dei siti contaminati (cat.9).

Lo stesso allegato C riporta i diversi argomenti sui quali verranno elaborati i quiz (oggi in fase di approvazione) e  che verranno successivamente pubblicati sul sito istituzionale dell’Albo, ed aggiornati periodicamente , e dai quali verranno poi estratti gli ottanta quiz che verranno somministrati ai partecipanti alle sedute di esame.

La delibera in commento si chiude con l’articolo 4 che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa (16 ottobre 2017) dispone l’abrogazione dei seguenti atti del Comitato nazionale emanati in costanza del DM 406/98 abrogato e precisamente:

a)     la deliberazione n. 3 del 16 luglio 1999 (criteri e modalità di svolgimento dei corsi di formazione per RT);

b)    l’allegato F alla deliberazione n.5 del 12 dicembre 2001 (tabella contenente i requisiti RT per la cat.10);

c)     l’allegato C alla deliberazione n.1 del 30 marzo 2004 (tabella contenente i requisiti RT per la cat.9);

d)    l’articolo 2, commi 1 e 4, della deliberazione n.1 dell’11 maggio 2005 (articolo relativo ai titoli di studio riconosciuti  ai fini del conseguimento  della professionalità richiesta al RT per la cat.9);

e)     la deliberazione n.3  del 20 settembre 2005 (criteri e modalità di svolgimento  dei corsi di formazione per RT);

f)      l’articolo 2 della deliberazione n.2 del 15 dicembre 2010 (disposizioni specifiche per il RT della categoria 8).

A questo punto potrebbe ritenersi concluso il percorso di riforma  sancito dagli articoli 13 e 14 del DM 120/2014 ed attuato dal Comitato nazionale con i propri atti deliberativi con la sola eccezione della disposizione contenuta nel comma 6 del citato articolo 12 dove viene stabilito che l’incarico di  responsabile tecnico può essere ricoperto anche da un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa; in tale casi spetta al Comitato stabilire i criteri ma soprattutto i limiti numerici per l’assunzione degli incarichi.

Al riguardo occorre far memoria di quanto accaduto in passato dove l’inserimento di un limite numerico all’assunzione di incarichi del responsabile tecnico, limitatamente alla categoria dell’intermediazione dei rifiuti (cat.8), portò all’impugnazione di  due delibere innanzi al Tar del Lazio da parte del Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Chimici  che determinò un giudicato sfavorevole all’Albo con l’emissione da parte dell’organo di giustizia amministrativa, per ben due volte, di ordinanze di annullamento parziale  dell’efficacia degli atti deliberativi dell’organo centrale dell’Albo gestori ambientali.

In particolare il Tar del Lazio, II Sezione Bis, con sentenza n.2013/2012 annullava l’articolo 2, comma1, lettera d) della deliberazione n.2 del 15 dicembre 2010 impugnata cioè limitatamente alla parte concernente la predetta limitazione numerica all’assunzione degli incarichi di responsabile tecnico.

Il Comitato nazionale adeguò la disposizione sopra indicata al giudicato dell’organo di giustizia amministrativa ed emanò una successiva delibera, la n.4 del 18//2012, con la quale veniva modificato l’articolo 2, comma 1, lettera d) della delibera impugnata sostituendo la versione originaria annullata  con la seguente “un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa che ricopra lo stesso incarico contemporaneamente per non più di quaranta imprese iscritte all’Albo, delle quali non più di cinque iscritte nella classe A, non più di dieci iscritte nella classe  B, non più di venti iscritte nella classe C e non più di trenta iscritte nella classe D”.

 

Ma anche questa seconda versione della deliberazione impugnata fu oggetto di analogo ricorso da parte del medesimo ricorrente innanzi al Tar del Lazio come analoga fu la pronuncia di annullamento dell’efficacia del provvedimento relativamente all’introduzione di limiti numerici all’assunzione di incarichi da parte dei responsabili tecnici per la categoria di iscrizione degli intermediari senza detenzione di rifiuti.        

            

 Gianpietro Luciano. Esperto in legislazione sui rifiuti 

www.consulenzagestionerifiuti.it

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