Il Trasporto transfrontaliero dei rifiuti

Viene portato a conclusione il percorso normativo relativo all’iscrizione all’Albo nella categoria sei (6) consentendo l’operatività della stessa dopo circa sei anni; infatti risale all’art.17, comma 3, del D.lgs 205/2010, che ha riscritto l’art.194 del D.lgs 152/06, l’introduzione dell’obbligo di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali delle imprese che esercitano esclusivamente il trasporto transfrontaliero di rifiuti nel territorio italiano.

Con la normativa suindicata si obbliga anche le imprese estere che transitano sul suolo nazionale al rispetto delle norme che vengono applicate alle imprese italiane che effettuano il trasporto di rifiuti interamente sul territorio italiano, dando attuazione a quanto stabilisce l’art.10, comma 2, del Regolamento 1013/2006/Ce sulle spedizioni transfrontaliere.

In effetti una prima applicazione di quanto previsto dal D.lgs 205/2010, se pur per regolamentare un periodo transitorio (durato però sei anni), al fine di consentire ai vettori esteri di poter proseguire l’attività di trasporto evitando un blocco immediato di questo settore dovuto all’applicazione dal 25 dicembre 2010 della nuova disposizione legislativa, è stata garantita dal Comitato nazionale attraverso la pronta emanazione  di una apposita delibera, la n.3 del 22 dicembre 2010, entrata in vigore contestualmente al già citato riformulato art.194 del D.lgs 152/06.

Oggi il percorso riformatore di questo specifico settore viene portato a conclusione con l’emanazione delle delibere n.3 e n.4 del 13  luglio 2016 del Comitato nazionale con le quali sono stati stabiliti, rispettivamente, i requisiti e le modalità per l’iscrizione nella categoria 6, e la modulistica per le variazioni della medesima categoria; con l’entrata in vigore di queste sono abrogate le precedenti deliberazioni.

Esaminiamo nel dettaglio i contenuti delle deliberazioni suindicate:

innanzitutto viene disciplinata la procedura di iscrizione che deve essere esclusivamente telematica e l’istanza va presentata, alternativamente, alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente nel caso le imprese abbiano stabilito una sede secondaria o abbiano eletto domicilio in Italia; in alternativa l’istanza va presentata ad una Sezione regionale o provinciale a scelta nel caso l’impresa elegga un domicilio mediante un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec).

All’istanza, presentata utilizzando l’apposito modello, allegato A alla delibera, vanno poi allegati tutta una serie di documenti quali, in via esemplificativa e non esaustiva rinviando il lettore alla delibera stessa, quelli che attengono alla dotazione tecnica e finanziaria dell’impresa quali copia delle carte di circolazione dei veicoli, copia della licenza comunitaria al trasporto merci prevista dal regolamento Ce 21 ottobre 2009 n.1072 o dell’autorizzazione internazionale all’autotrasporto di merci, dimostrazione della capacità finanziaria.

 

Tale documentazione deve essere prodotta con traduzione giurata in lingua italiana e deve essere corredata dalla dichiarazione di conformità all’originale resa dal legale rappresentante ai sensi dell’articolo 47 del Dpr.  28 dicembre 2000, n.445.

Venendo ora all’esame dei requisiti richiesti per tale iscrizione innanzitutto va detto che per il requisito di idoneità tecnica le dotazioni minime dei veicoli vengono fissate in base alla portata utile complessiva dei mezzi di trasporto in relazione alla classe dimensionale di iscrizione che indica la quantità annua di rifiuti trasportabili.

Chiaramente, come già previsto per le altre categorie del trasporto, nel computo della portata utile complessiva (che è la risultante della somma delle portate utili dei singoli veicoli dell’impresa) non vanno considerati i veicoli trattori stradali che sono destinati esclusivamente al traino dei veicoli rimorchi e semirimorchi e quindi non idonei al carico dei rifiuti.

Come per tutte le altre categorie di iscrizioni all’Albo gestori ambientali nell’ambito della dotazione tecnica vi rientra anche la figura del responsabile tecnico per il quale, per la categoria 6 in esame, viene previsto che in attesa della riforma complessiva relativa ai criteri per la valutazione dei requisiti professionali e delle condizioni per lo svolgimento di tale incarico, in via transitoria l’incarico di responsabile tecnico viene assunto dal legale rappresentante dell’impresa estera.

Per quanto concerne la capacità finanziaria tale requisito si ritiene soddisfatto dall’impresa con la dimostrazione di un importo pari a 9.000,00 euro per il primo veicolo e 5.000,00 euro per ogni ulteriore veicolo; le modalità per la dimostrazione di tale capacità ricalcano quelle già in uso per le alte categorie dell’Albo e disciplinate dal D.M.120/2014 ovvero documentazione relativa al volume d’affari, capacità contributiva ai fini dell’Iva, patrimonio, bilanci; in alternativa è possibile fornire affidamento rilasciato da imprese autorizzate all’esercizio del credito per gli importi suindicati secondo lo schema previsto dall’allegato C della delibera n.3 del 13 luglio 2016.

Con la medesima delibera il Comitato ha dettato anche le disposizioni transitorie al fine di fornire una regolamentazione per tutte quelle imprese che alla data di entrata in vigore di questa nuova deliberazione, ovvero dal 15 ottobre 2016, risultavano già iscritte; infatti tali imprese per poter continuare ad operare dovranno presentare domanda di iscrizione ai sensi del D.M.120/2014 e della delibera in commento, entro 120 giorni dalla data del 15 ottobre 2016 e quindi entro il termine ultimo del 13 febbraio 2017.

Decorso inutilmente tale termine perderanno efficacia le ricevute di iscrizione e di variazione che sono state rilasciate ai sensi dell’abrogata delibera n.3 del 22 dicembre 2010 e l’impresa verrà cancellata dall’Albo.

Analogamente tali imprese possono presentare a partire dal 15 ottobre 2016 istanze di variazione dell’iscrizione solo successivamente alla presentazione della domanda di iscrizione di cui sopra.; la Sezione attesta l’avvenuta presentazione della domanda di iscrizione o di variazione entro i termini previsti tramite apposita ricevuta.            

 A cura del Dr. Gianpietro Luciano già Segretario della Sezione Regionale del Lazio- Albo Nazionale Gestori Ambientali-      

 

 

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