Procedimenti disciplinari e relativo sistema sanzionatorio

Come tutti i sistemi autorizzatori anche le procedure di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali prevedono, in caso di violazioni delle disposizioni contenute tanto nel regolamento, che ne disciplina l’applicazione ed il funzionamento, quanto nell’inosservanza delle prescrizioni contenute nei singoli provvedimenti autorizzatori, un complesso sistema di norme finalizzate a garantirne  l’osservanza ed in caso di violazione l’irrogazione delle previste sanzioni disciplinari.

Trattandosi di sanzioni di natura disciplinari le stesse vengono adottate dalla medesima autorità che ha rilasciato l’autorizzazione, laddove non trattandosi di sanzioni di natura penale (di competenza dell’autorità giudiziaria) né tantomeno di natura amministrativa-pecuniaria (di competenza della Provincia), tali provvedimenti sanzionatori vengono ad incidere  sull’efficacia del provvedimento autorizzatorio rilasciato dall’autorità amministrativa.

Il sistema sanzionatorio dell’Albo Gestori Ambientali si articola in un procedimento disciplinare  regolamentato dall’articolo 21 del DM. N.120/2014  finalizzato a garantire il rispetto del principio della trasparenza e della partecipazione del soggetto interessato in ossequio ai principi che devono connotare qualsiasi attività amministrativa.

Infatti dall’analisi delle modalità di irrogazione delle sanzioni disciplinari si evince come  le stesse possano essere adottate  dalle Sezioni regionali solo previa contestazione degli addebiti all’iscritto al quale, a propria garanzia, viene assegnato un termine di trenta giorni per far pervenire eventuali deduzioni in merito; a rafforzare ulteriormente  tale momento partecipativo lo stesso disposto normativo consente al soggetto interessato, o al suo legale rappresentante, la possibilità di essere sentito personalmente facendone richiesta alla Sezione entro il termine suindicato.

Sempre a garanzia del rispetto del principio di trasparenza e di partecipazione del soggetto interessato i provvedimenti disciplinari devono essere motivati e comunicati all’interessato, affinché lo stesso possa poi esercitare la facoltà concessa dall’articolo 23 del DM. N.120/2014, ovvero presentare ricorso al Comitato nazionale avverso la deliberazione della Sezione che ha adottato la sanzione disciplinare, ai sensi e agli effetti  del D.P.R.  24 novembre 1971, n.1199, entro trenta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento (ricorso gerarchico improprio).

In alternativa il soggetto interessato può presentare ricorso giurisdizionale, entro sessanta giorni, al Tribunale amministrativo regionale competente.

Venendo ora ad una disamina delle sanzioni disciplinari adottabili esse sono di due fattispecie ovvero la sospensione disciplinata dall’articolo 19 del DM. n.120/2014, e la cancellazione

disciplinata dall’articolo 20 del medesimo decreto; in particolare la sanzione della sospensione, adottata nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 9 della L.24/11/1981, n.689, viene adottata quando si verifichino  una delle seguenti ipotesi:

a)      l’inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nei provvedimenti di iscrizione;

b)      l’inosservanza dell’obbligo di comunicazione di cui all’art.18, comma1;

c)      il mancato rispetto della normativa in materia di lavoro e di protezione sociale.

La durata della sospensione non può durare più di centoventi giorni e con il provvedimento di sospensionela Sezioneregionale stabilisce anche  un termine entro il quale l’impresa o l’ente può conformarsi.

L’altra fattispecie sanzionatoria è la cancellazione dall’Albo che viene adottata dalla Sezione regionale qualora:

a)      l’iscritto, in regola con il pagamento del diritto annuale di iscrizione, ne faccia domanda;

b)      vengano a mancare uno o più requisiti di cui all’art.10, comma 2, ad eccezione di quanto previsto dalla lettera g) del medesimo comma;

c)      vengano cancellate dal registro delle imprese;

d)     siano accertate reiterate violazioni delle prescrizioni di cui all’art.19, comma 1, lettera a);

e)      si verifichino carenze, anche sopravvenute, nella documentazione di cui all’art.15, commi 2,3,4,5 e 6;

f)       permangono per più di dodici mesi le condizioni di cui all’articolo 24, comma 7.

Va precisato che gli effetti della cancellazione decorrono in momenti diversi a secondo delle fattispecie elencate nell’articolo in commento ovvero al momento della comunicazione del relativo provvedimento nelle ipotesi di cui alle lettere b),c),d),e),f), mentre nell’ipotesi di cui alla lettera a), gli effetti decorrono dalla presentazione dell’istanza di cancellazione dell’impresa.

Una particolare ipotesi di sospensione e cancellazione di natura non disciplinare e quindi alla quale non si applicano le procedure garantiste e di tutela proprie del procedimento disciplinare sopra descritto, sono previste dal combinato disposto degli articoli 24, comma 7 e 20 comma1, lettera f), del DM. N.120/2014 ovvero nel caso di irrogazione della sospensione d’ufficio per omesso pagamento del diritto annuale nel termine previsto; tale sospensione d’ufficio permane fino a quando l’iscritto non dimostri alla Sezione l’avvenuto pagamento.

Dalla sospensione d’ufficio per dodici mesi si passerà alla cancellazione d’ufficio qualora il mancato pagamento si protrae per un periodo superiore ai dodici mesi e l’impresa nelle more sia stata sospesa.

Da una breve comparazione tra disposizioni vigenti e il precedente regime normativo non si può non notare come, anche per i procedimenti disciplinari, il sistema Albo abbia fatto un passo avanti sulla strada della semplificazione nel momento in cui il termine massimo di durata della sospensione non è più di dodici mesi come prevedeva il DM n.406/98 ma al massimo centoventi giorni; altra novità è la cancellazione d’ufficio a seguito del protrarsi per un periodo superiore a dodici mesi del mancato pagamento del diritto annuale.             

  

A cura del Dr. Gianpietro Luciano già Segretario della Sezione Regionale del Lazio- Albo Nazionale Gestori Ambientali-      

 

   

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